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Messaggio  apetimida il Gio Set 25, 2008 9:01 pm

Raggiunto a palazzo Chigi l'accordo tra le quattro sigle confederali
Modifiche su precari e stipendi minimi. Taglio del 7% al personale di volo

Alitalia, adesso può volare
Sì di Cgil, i piloti prendono tempo

Epifani: "Si può essere responsabili e fare buoni accordi". Sacconi: "Solo chiarimenti"
Bonanni: "Sconfitto il partito del fallimento". Entro le 20 la risposta delle 4 sigle autonome

di CLAUDIA FUSANI

Alitalia, adesso può volare Sì di Cgil, i piloti prendono tempo

Fiumicino, l'assemblea di piloti e hostess. Entro le 20 è atteso l'ok al patto firmato stamani a palazzo Chigi

ROMA - I ministri Sacconi e Scajola fanno il segno di vittoria alle telecamere. In realtà manca ancora la firma di piloti e assistenti di volo. Ma dovrebbe essere questione di ore. Entro le tredici di domani il dossier Alitalia uscirà - dovrebbe uscire - dallo stallo di queste settimane e decollare verso la costituzione della nuova Compagnia aerea italiana.

La svolta, non ancora quindi la soluzione definitiva, arriva pochi minuti prima delle quattordici dopo una mattinata di riunioni, incontri e telefonate:i segretari di categoria di Cgil, Cils, Uil e Ugl - alla presenza dei rispettivi segretari generali, del governo nelle persone del sottosegretario alla presidenza Gianni Letta e dei ministri Scajola e Sacconi, del commissario Fantozzi e del presidente di Cai Roberto Colaninno - hanno firmato l'accordo quadro su Alitalia e "un appendice con approfondimenti relativi al contratto". Poco prima e poco dopo la firma decisiva della Cgil, un altro paio di passaggi fondamentali: Colaninno rimette sul tavolo l'offerta Cai che era stata ritirata una settimana fa; il commissario Augusto Fantozzi può andare all'Enac, presentare un'offerta credibile e operativa e sventare una volta per tutte il rischio di vedersi ritirare le licenza di volo.

Altrove si dirà poi quanto, su questa svolta, abbiano pesato la lettera di Veltroni al premier perchè tutti i soggetti coinvolti facessero a seconda del ruolo un passo avanti o indietro, gli appelli di Berlusconi e il buon senso istituzionale dei sindacati. E' un fatto che la svolta sul dossier Alitalia ruota formalmente su piroette lessicali come "chiarimenti", "appendici" e "addendum" che in realtà nascondono quelle che Epifani rivendica essere "modifiche sostanziali" su cui poi tutte le sigle mettono il cappello. A cominciare da Bonanni che scende in sala stampa a palazzo Chigi da solo e comincia a parlare, da solo, spiegando come stanno le cose e definendo la riunione appena conclusa "una messa cantata" di cui comunque valeva la pena. Uno sgarbo, quello di Bonanni, che lascerà qualche strascico visto che poi, quando gli altri segretari generale raggiungono la sala stampa Epifani si prende il microfono, dà le spalle a Bonanni il quale poi si alza e se ne va.

La verità è che la trattativa è stata riaperta, ci sono state modifiche ma tutto questo non può essere detto. Così vuole l'accordo politico tra le parti. Per evitare di cominciare il gioco di chi ha vinto e chi ha perso.

Le modifiche, dai precari ai contratti. Tra le più importanti c'è "la disponibilità per Cai, qualora debba ricorrere a lavoratori con contratti a termine contratti, di avvalersi di mille lavoratori precari selezionati tra i 3500 di Alitalia". Per Epifani è un "punto molto importante" perchè rimette in gioco quei lavoratori stagionali e a tempo che fin dall'inizio della trattativa erano stati esclusi del tutto dai tavoli. Per il ministro Sacconi questo invece è "il chiarimento di una cosa ovvia". Forse. Peccato che prima non c'era. E che certe cose è sempre bene esplicitarle.

Un altro punto "decisivo", sempre secondo Epifani, è che non saranno toccati gli stipendi del personale di terra che oggi prende 1.200 e 1.300 euro mensili. Così come quello che riguarda la voce malattie: la modifica prevede che non ci sarà il taglio del 50 per cento dello stipendio per i primi tre giorni di malattia. Sul fronte piloti e assistenti di volo è stato ottenuto che "il taglio dello stipendio sarà del 6-7 per cento con la possibilità di pareggiare con il salario attuale lavorando più ore".

Infine il partner straniero: sarà sempre Cai a decidere la compagnia straniera e con quale peso nell'ambito della minoranza. Ma il partner straniero adesso diventa fondamentale per la cordata. "E per tutti i lavoratori è una garanzia in più di solidità e credibilità", sottolinea Epifani.

Nessuna novità, sembra, sulla questione delicatissima della rappresentanza sindacale: Cai vuole e avrà un'unica Rsu. Ma l'ostacolo dovrebbe essere superato grazie al fatto che comunque pesonale di terra e di volo avranno contratti separati e diversi.

Modifiche? "No, solo approfondimenti". Un Epifani sarcastico osserva amaro che si tratta di "chiarimenti importanti che nella concitazione del momento erano rimasti da risolvere" a dimostrazione del fatto che "si può essere responsabili e fare buoni accordi". Non fa nomi per non riaccendere polemiche. Ma la frase ha destinatari precisi tra i sindacati e nel governo, chi in queste settimane ha accettato aut-aut e ultimatum e aveva detto sì rinunciando a ogni tipo di trattativa.

Per il ministro Sacconi, invece, le modifiche sono "cose ovvie adesso chiarite diversamente". E ribadisce: "Nessuna modifica nè cambiamento". Ammettere il contrario vorrebbe dire che la trattativa è stata riaperta e che la sua linea, fatta di ultimatum e aut-aut, è stata fallimentare. Anche Renata Polverini, leader Ugl, ripete la storia delle modifiche che non esistono e del testo che è lo stesso di una settimana fa. E però aggiunge: "Sui precari si poteva fare di più, quella parte non mi soddisfa". Forse, ma è sempre meglio di nulla.

Dribbla il rischio polemiche il segretario della Uil Luigi Angeletti: "Abbiamo evitato un disastro nazionale, saranno riassunte 12.500 persone e 3.250 avranno gli ammortizzatori sociali".

L'assolo di Bonanni - Trovare le parole giuste per comunicare l'avvenuta firma. Senza mettere nessuno della parte dei vincenti e meno che mai da quella dei perdenti. E' stato, questo, lo sforzo maggiore questa mattina a palazzo Chigi. Nascono così le piroette lessicali, il dire- non dire, l'importante è la sostanza. Solo che a Bonanni questi chiarimenti, aggiunte e addendum non devono essere piaciuti più di tanto al leader della Cisl. In fondo lui aveva detto sì subito, tre settimane fa. Perchè il governo non ha concesso subito quello che è stato concesso oggi? Insomma, chi ha firmato rischia di non fare una bellissima figura con i propri iscritti. Da qui la corsa a minimizzare le modifiche accordate. Da qui la corsa di Bonanni in sala stampa, solo con i suoi collaboratori, per dire: "Abbiamo sconfitto il partito del fallimento". E il resto? "Ci sono stati chiarimenti. Sono stati premiati il sacrificio e la pazienza, è stata una lunga messa cantata ma ne è valsa la pena". E poi, aggiunge, "ognuno la racconterà come vuole. Ma i fatti sono questi". Bonanni è sceso da solo per un fraintendimento con lo staff di palazzo Chigi? O lo ha fatto apposta per marcare la differenza? Quando arrivano tutti gli altri, lui ha già finito di parlare. Si alza, si rimette a sedere, sembra insofferente e appena prende la parola Epifani, se ne va.

Resta ora da aspettare la firma dei piloti. L'assemblea di Fiumicino nel pomeriggio non va bene. Non va bene, prima di tutto, che altri firmino "in nome di piloti e assistenti di volo". E' il problema della rappresentanza, il convitato di pietra di tutta la trattativa Alitalia.
(25 settembre 2008)

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